Enza Ansalone

LE IENE / Pelazza e Canale: indagati per concorso in corruzione

Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
luigi-pelazza

luigi-pelazza

Pelazza e Canale del programma tv Le Iene sono indagati con l’accusa di concorso in corruzione. I due sono finiti nei guai a seguito di un servizio sulla compravendita di patenti nautiche presso l’Ufficio marittimo di Pozzuoli (Napoli) girato nel 2011.

Pelazza e Canale avrebbero ricevuto la soffiata secondo la quale il titolare di una scuola guida rilasciava licenze nautiche in cambio di denaro extra. Al fine di incastrarlo hanno tentato di corromperlo acquistando realmente la patente in cambio di 300 euro. Ciò secondo la Procura di Napoli avrebbe fatto scattare l’accusa di tentata truffa.

L’avvocato Carlo Taormina difensore dei due inviati de Le Iene ha dichiarato “Se dovesse passare questo messaggio, nessun giornalista vorrà più fare un’inchiesta se poi corre il rischio di essere incriminato per fatti che voleva esclusivamente denunciare al pubblico”.

Pelazza ha rilasciato una lunga intervista al settimanale FQMagazine:

“Mica è una truffa di poco conto. Comunque decidiamo di pagarlo. Gli diamo 300 euro. La terza volta ritiriamo la patente. Andiamo alla Capitaneria di Pozzuoli e dall’atteggiamento che hanno gli ufficiali ci accorgiamo che è vera, quindi non gli lasciamo la patente perché capiamo che c’è qualcosa che non va, e Mirko va a consegnarla ai carabinieri. Non avevamo di certo bisogno della patente nautica io oltretutto ce l’ho e ho fatto l’esame delle “12 miglia per vela e motore”. Non pensavamo di essere di fronte a uno che avrebbe realmente creato delle patenti perché in tal caso non avremmo pagato. Sapevamo che saremmo andati incontro a un reato abbastanza grave”.

La Iena, così, ironizza sull’accaduto, ribadendo comunque la buona fede del loro comportamento, punto fondamentale di tutta questa storia assurda:

“Se mi condannano però voglio andare a Cesano Boscone anch’io come Berlusconi. Non ci era mai successo un caso del genere alla Iene. Certo agiamo sempre sul filo della legalità, ma abbiamo degli avvocati con cui ci confrontiamo di continuo. Solo quando ti trovi di fronte a queste situazioni immediate, dove non puoi scegliere e non hai tempo di valutare, rispondi sì, ok. Quando andremo dal giudice non diremo mai di non aver sbagliato. Adesso sappiamo di aver sbagliato, ma non l’abbiamo fatto con dolo […] Comunque andremo in Appello e in Cassazione, ci difenderemo coi denti perché attenzione non perché siamo sicuri di non aver sbagliato, non siamo sicuri di aver sbagliato l’abbiamo documentato, vogliamo che il giudice capisca che eravamo in buona fede. Non siamo partiti con l’idea di andare lì e comprare una patente, questo deve essere valutato prima di ogni altra cosa”.

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *