Gabriella Cavaliere

Morbo Alzheimer / “bisogna prendere il sole”, tra le cause la mancanza di vitamina D,

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Esposizione al sole

Esposizione al sole

Prendere il sole fa bene, anche per prevenire l’insorgenza dell’Alzheimer che tra le sue cause presenta il ridotto apporto di vitamina D. Alcuni studi mostrano come coloro che vivono a Nord, dove c’è meno solo sono più a rischio malattia rispetto a chi vive al Sud dove c’è più sole.

Sembrerebbe che una delle cause a determinare l’insorgenza del morbo di Alzheimer sia legata alla mancata o ridotta esposizione al sole e alla conseguente carenza di vitamina D.  La vitamina D risulta essere un elemento essenziale per il nostro corpo, da essa non solo dipende lo stato della nostre ossa ma anche l’insorgenza di gravi  patologie neurodegenerative.

A sostenere la correlazione tra esposizione del sole e morbo di Alzheimer, uno studio condotto da alcuni ricercatori dell’università scozzese di Edimburgo, i quali a seguito di una serie di analisi su coppie di gemelli svedesi che vivevano in diversi territori, hanno dimostrato come le persone che vivono più a nord e che hanno meno possibilità di esporsi al sole, hanno un rischio di essere colpiti dall’Alzheimer tre volte superiore rispetto a chi abita la sud.

Quanto rilevato dai ricercatori scozzesI è confermato da un ulteriore studio condotto dall’Università di Exeter Medical School e pubblicato sulla rivista scientifica Neurology. I risultati ottenuti da tale studio hanno rilevato come i soggetti ai quali si riscontrI una carenza moderata di vitamina D, presentano un aumento del rischio di contrarre una forma qualsiasi di demenza pari al 53%, mentre i soggetti che presentano una carenza grave di questa vitamina la probabilità di avere una forma di demenza sale vertiginosamente al 125%.

Considerando invece specificamente il morbo di Alzheimer, i soggetti con livelli non molto bassi di vitamina D rischiano di sviluppare il morbo per il 69%, mentre chi presenta un’avitaminosi grave ha una probabilità di contrarre l’alzheimer altissima pari al 122%.

A fronte di quanto rilevato ulteriori studi andranno a verificare su l’utilizzo di integratori vitaminici di vitaminia D possono essere funzionali a prevenire il rischio di demenza.

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