Gabriella Cavaliere

Roma / Pertini riapre dopo lo scandalo dello scambio di embrioni

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Procreazione assistita

Procreazione assistita

Roma dopo lo scandalo dello scambio di embrioni riapre il Centro di procreazione medicalmente assistita Pertini.

Dopo essere stato chiuso sei mesi fà, a fronte di uno scambio di provette che determinò in una donna una gravidanza con un seme che non era del compagno, oggi il centro riapre vantando una struttura di “assoluta avanguardia”. Il protocollo di sicurezza attualmente posto in essere dal centro risulta essere curato nei minimi dettagli al fine di tutelare al meglio le coppie che si rivolgono al centro. Nello specifico le nuove procedure del centro vantano:

  • un sistema di accoglienza e identificazione della coppia con l’ausilio non solo dei documenti di identità ma anche di materiale fotografico e organico trascritti su di una sorta di codice a barre che accompagnerà la coppia per tutte le tappe del percorso;
  • nuove tecnologie di controllo che si attiveranno qualora si rileva una incompatibilità tra materiale organico e l’identità del paziente;
  • un nuovo database per la gestione dei dati che garantisce maggiore sicurezza e tracciabilità;
  • nuovi macchinari ad alta tecnologia finalizzati ad una migliore lavorazione;
  • una funzionalità del reparto sei giorni a settimana che potrà accogliere, al fine di limitare il più possibile i margini di errore, non più di tre coppie al giorno che saranno seguiti da due operatori sanitari;
  • Controlli interni ed esterni permanenti che faranno da garante alla qualità delle prestazioni erogate

Il centro di procreazione assistita del Sandro Pertini di Roma risulta essere solo una tappa di un progetto più vasto che la Regione sta portando avanti per promuovere una sicura fecondazione medicalmente assistita.

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti in materia così ha commentato:

“Il Lazio, dopo la legge 40 del 2004, non aveva ancora la rete regionale dei centri della procreazione assistita ora siamo pronti, abbiamo chiesto a tutti i centri il livello massimo di sicurezza. Tutti coloro che vogliono  ricorrere alla procreazione assistita ora possono rivolgersi ad una rete regionale sicura, efficiente e che risponde a requisiti massimi a livello internazionale di sicurezza. Sono passati 10 anni dalla legge del  2004, ma in 18 mesi abbiamo recuperato questo ritardo”.

 

 

 

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