Gabriella Cavaliere

Patatine Fritte / cancerogene, meglio le OGM

Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page
Patate

Patate

Che le patatine fritte facciano male si sa. Le ragioni sono numerose, non si tratta solo di linea, ma anche di salute visto che sono cancergene, tuttavia la situazione potrebbe cambiare grazie alle patate Ogm.

A breve, a quanto dicono, potremmo avere a nostra disposizione patate fritte “più sicure” per la nostra salute, in quanto non più potenzialmente cancerogene grazie ad una patata OGM denominata Innate. Sembrerebbe che Innate attraverso una manipolazione genetica  presenti, una percentuale notevolmente più bassa, di una sostanza tossica e nociva chiamata acrilamide che si forma durante il processo di cottura, quando la patata viene sottoposta ad alte temperature.

La patata innate  è stata modificata anche per essere altamente commerciabile, riesce infatti a presentarsi sempre invitante e di bell aspetto, in quanto non si annerisce a fronte dei maltrattamenti ai quali può essere sottoposta nel corso dellla filiera di raccolta trasporto e lavorazione.

La nuova patata è stata implementata dalla società “Idaho JR Simplot Company”, uno dei principali fornitori di patate degli Stati Uniti dal quale dipende anche la catena mondiale McDonald.

Il dipartimento dell’Agricoltura (Usda) ha dato ok alla coltivazione di questo tubero OGM senza porsi troppe domande sui meccanismi e gli effetti della modificazione genetica, che tutto sommato non risultano essere poi ancora tanto chiari e affidatosi paradossalmente alle analisi di sicurezza del prodotto effettuate dalla casa produttrice ossia la Simplot.

Insorgono a fronte di questa scelta  gli ambinetalisti e le associazioni di consumatori che sostengono:

“Nonostante la natura senza precedenti di queste approvazioni, inspiegabilmente, il Dipartimento dell’Agricoltura ha rinunciato all’esecuzione di un’analisi rigorosa e completa in quanto è tenuta per legge ad altri prodotti geneticamente modificati”.

Anche l’esperto Dottor Doug Gurian-Sherman, patologo vegetale e scienziato senior presso il Centro per la sicurezza alimentare non approva la produzione di Innate commentando:

“Pensiamo che questo sia un riconoscimento davvero prematura di una tecnologia che non viene regolato in modo adeguato”,

 

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *