Gabriella Cavaliere

Morbillo / Italia tra i paesi più colpiti, è allarme per i non vaccinati

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Morbillo

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Il morbillo risulta essere una malattia molto diffusa, l’Italia con 1.517 casi solo nel 2014 risulta essere il paese Europeo più colpito. Considerata da sempre una patologia che si manifesta sopratutto nei bambini, oggi il target di riferimento del morbillo è cambiato e l’età media dei soggetti colpiti risulta essere quella di 23 anni. La motivazione di tali cambiamenti e della diffusione di tale patologia è da ricercarsi nel fatto che da circa una quindicina d’anni si è smesso di vaccinare i bambini. Le rilevazioni statistiche indicano che il 90% delle persone colpite da morbillo in Italia non risultano essere vaccinati si tratta sopratutto di bambini di meno di un anno fino a quattro anni e di ragazzi di età compresa tra i 18 e i 25 anni.

Il vaccino del morbillo non è obbligatorio è risulta essere nella maggior parte delle regioni Italiane a pagamento questi fattori uniti alla percezione parzialmente errata che vede tale malattia innocua e al contempo che considera il vaccino rischioso porta ai genitori ad non effettuare la vaccinazione.

l morbillo è un patologia esantematica altamente infettiva a carico del sistema immunitario, respiratorio e della pelle determinata da un virus, estremamente contagioso che si trasmette via aerea e per contatto con i liquidi organici della persona infetta.

La patologia si manifesta con una reazione cutanea che vede sulla pelle una serie di piccole macchie rosse che a partire dal viso si estendono poi in tutto il corpo associati ad un altri sintomi come febbre e raffreddamento. A parte la prevenzione con il  vaccino per il morbillo non sussiste alcun trattamento farmacologico specifico, l’infezione deve fare il suo corso coadiuvata da riposo e da una buona idratazione.

Le complicazioni sono relativamente rare e sono causate principalmente a sovrainfezioni batteriche come otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti,che si manifestano maggiormente nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse.

 

 

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