Laura Celentano

Iva sugli e-book / la protesta degli editori

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Campagna Aie #unlibroéunlibro

Campagna Aie #unlibroéunlibro

L’Associazione italiana degli Editori (Aie) protesta per la discriminazione dell’ iva sugli e-book e lancia l’hashtag #unlibroéunlibro.

Causa del malcontento è il trattamento fiscale differente a seconda del formato dei libri: in Italia sui libri cartacei si applica l’Iva ridotta del 4%, su quelli elettronici l’aliquota è quella ordinaria del 22%.

Nel 2006 l’Unione Europea in una Direttiva specificava che l’Iva agevolata non va applicata sugli e-book perché sono equiparati non ai libri ma ai prodotti elettronici come videogames e software, per i quali l’imposizione è maggiore. Ma gli editori non ci stanno e, puntando proprio sul digitale per far risollevare il settore ormai in crisi,  invitano sul sito unlibroeunlibro.org lettori, scrittori, biblioteche ed editori a postare una foto con il pollice verso (per rappresentare la condanna di questa normativa assurda ed abbassare l’ iva sul formato elettronico che risulta alquanto penalizzante, limitandone la diffusione nel nostro Paese). La campagna era stata preceduta nei giorni scorsi da una serie di messaggi lanciati su facebook e twitter.

“L’Associazione si è fatta portavoce di tutto il mondo del libro, dagli autori ai lettori. E’ nata così #unlibroéunlibro – ha affermato il presidente di Aie Marco Polillo – Questa è l’opportunità per cambiare, tutti insieme, le decisioni dell’Europa visto che sino a dicembre l’Italia ha la presidenza dell’Unione Europea. Useremo ogni occasione per coinvolgere gli italiani – da Bookcity a Più libri più liberi, dalle piazze fisiche a quelle virtuali – e tutti i lettori europei per chiedere al nostro Governo di convincere l’Europa che un libro è un libro”.

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