Cina e Portogallo: da cosa è dovuta la loro alleanza?

Negli ultimi anni, il primo ministro portoghese, Antonio Costa, si è fedelmente ancorato agli investimenti cinesi in Europa. Tanto che, sulla stessa lunghezza d’onda, la Romania (che detiene ad oggi la presidenza a rotazione del Consiglio dell’Unione europea) ha annunciato che in futuro l’UE monitorerà più da vicino gli investimenti non europei, in particolare cinesi, nelle principali industrie europee.

Costa, tuttavia, insiste nel difendere la politica di investimento della Cina, affermando che “l’esperienza con gli investimenti cinesi del suo paese è molto positiva”. I cinesi “dimostrano il rispetto totale per le leggi e le regole di mercato”.

L’investimento cinese in Portogallo

Le aziende cinesi hanno investito miliardi di euro in Portogallo da quando il paese si è trovato in crisi a causa del debito, a partire dal 2010. Hanno acquistato un elevato numero di aziende portoghesi, tra cui l’operatore di rete elettrica REN, la più grande compagnia assicurativa nazionale, le reti ospedaliere e finanche le banche. Gli esperti del settore lo hanno definito come un “tutto esaurito”.

I cinesi controllano anche alcune piccole aziende elettricità in Portogallo. Più recentemente, hanno tentato un passo grande come l’acquisto della centrale elettrica EDP. Tuttavia l’intento di acquisizione non è ancora riuscito, forse a causa del fatto che la EDP ​​ha anche operazioni negli Stati Uniti.

È palese l’impegno economico della Cina in Portogallo. Ma allora perché Lisbona resta ancora dalla parte dell’UE quando si tratta di presentare un fronte unito contro Pechino. Antonio Costa non è il cavallo di Troia dei cinesi nell’UE, è il loro cavallo di battaglia, almeno secondo João Duque, professore presso la business school ISEG di Lisbona.

Un rapporto florido

Negli ultimi anni, Costa si è ripetutamente posizionato come amico e simpatizzante della Cina. Sottolineando la stretta amicizia bilaterale, il presidente cinese Xi Jinping ha recentemente intrapreso una visita di stato in Portogallo. Le relazioni tra i due paesi, che esistono da 500 anni, non sono mai state migliori.

Durante la crisi del debito, Pechino è stata l’ancora di salvezza di Lisbona. La Cina, ad esempio, ha acquistato titoli di stato portoghesi, che nessun altro voleva comprare in quel momento.

C’è stato anche un aiuto da parte dell’Europa, ma il Portogallo ha dovuto rispettare le condizioni imposte dalla “Troika”, che includeva il triumvirato della Commissione europea, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale.

Il parere dell’Europa

“La troika ha letteralmente spinto il Portogallo nelle braccia cinesi”, ha spiegato l’eurodeputata portoghese Ana Gomes. All’epoca, ha detto Gomes, lei e molti suoi colleghi hanno ripetutamente avvertito il paese membro delle conseguenze, ma l’UE continua a pensare alla libertà dei mercati. “Ora paga il prezzo per il suo errore”, osserva piccata Gomes.

Come il primo ministro Costa, Gomes è un membro del Partito socialista. Tuttavia, il deputato non è d’accordo con il premier portoghese. La Cina, infatti, è un paese che non rispetta i diritti umani e persegue obiettivi politici con i suoi investimenti europei. Molte società cinesi sono di proprietà statale, ha sottolineato. Affermare che queste imprese cinesi sono tenute fuori dai settori industriali chiave in Europa non è il protezionismo, ha sostenuto l’eurodeputato. 

Al contempo, la Camera di commercio portoghese-cinese di Lisbona ammette che le compagnie cinesi vogliono espandere la loro influenza in tutto il mondo. Si sono assicurati una grande influenza in Europa attraverso i loro investimenti in piccole nazioni europee come Portogallo e Grecia, portando vantaggi economici in tutti i paesi. “Il Portogallo non può che trarre vantaggio da una buona relazione con la Cina.

Influenza su piccoli stati

Pechino ha cercato per anni di farsi la loro posizione nelle isole delle Azzorre portoghesi, dove ha persino acquistato un porto vicino a una base aerea americana. Questo perché i cinesi vogliono la loro base nell’Atlantico, ma è improbabile che ciò accada.

Gli Stati Uniti, nel frattempo, presentano una maggiore resistenza rispetto al Portogallo stesso, un po’ come la disputa sulla partecipazione della ditta cinese Huawei nella costruzione della rete di telecomunicazioni 5G.

Non c’è dubbio che i cinesi continueranno a investire nei piccoli paesi dell’UE nel tentativo di aumentare la loro influenza. Il primo ministro portoghese Costa è consapevole di ciò, stando ai pareri degli esperti, aggiungendo che il premier non lo considera un pericolo, almeno per il momento. In tal verso, il capo del governo è molto ottimista.

Una preoccupazione per il “ritmo” dell’innovazione cinese

Su questo fronte, qualcuno non è d’accordo. Durante la crisi del debito, la Cina non solo ha acquistato enormi quantità di debito nazionale portoghese, ma si è anche assicurata una posizione di rilievo assumendo le società, ha detto. Ecco perché il Portogallo non può prendere posizione contro la politica di espansione della Cina.

Questo vuol dire che è colpa anche dell’UE per lo sviluppo. Prima l’UE ha costretto il paese a una svendita senza precedenti, ora si lamenta delle conseguenze. Dunque si teme che le conseguenze potrebbero peggiorare ulteriormente. Se l’economia globale continua a raffreddarsi e il Portogallo si trova di nuovo in difficoltà, la Cina potrebbe nuovamente assumere il ruolo di salvatore e assicurarsi ancora più influenza su se stessa. Con molta probabilità l’intervento pubblico del primo ministro portoghese dipende dal pagamento anticipato per le iniezioni finanziarie che saranno nuovamente necessarie in seguito.

L’UE ha tutte le ragioni per dare uno sguardo critico alle strette relazioni tra Portogallo e Cina, anche se alla fine deve incolpare se stesso per la storia d’amore tra Lisbona e Pechino.