Rendite catastali: L’Agenzia delle Entrare cancella la categoria “ultapopolare”

C’è da tirare un piccolo sospiro di sollievo: la seconda rata dell’Imu prima casa, con tutta probabilità, non si dovrà pagare. Si tratta, comunque, di una gioia a metà: il risparmio per la maggior parte dei proprietari è solo di qualche decina di euro. Cifra, questa, assai più inferiore di quella relativa al futuribile aumento delle tasse sulla casa che alcuni cittadini dovranno affrontare dall’anno prossimo. L’Agenzia delle Entrate, infatti, sta passando al setaccio tutti gli immobili e sta aggiornando le rendite catastali, ovviamente al rialzo. La prima città a subire “l’onta” del riclassamento è Roma.

offerte mutuo acquistoA dirlo sono le fonti della stessa Agenzia delle Entrate. Nelle ultime settimana si è proceduto con la rivalutazione delle rendite catastali di centinaia di migliaia di immobili di Roma, situati nelle zone più appetibili della città. Rivalutazione vuol dire riclassamento, che vuol dire tasse più sostanziose.

I numeri parlano di 175mila modifiche su 224mila immobili visionati. La novità è l’eliminazione della categoria A5, quella riservata agli alloggi ultrapopolari. Come accennato sopra, il riclassamento ha riguardato le zone più centrali della Capitale, e quindi: Centro Storico, Aventino, Trastevere, Borgo, Prati, Flaminio 1, XX Settembre, Monti, San Saba, Testaccio, Gianicolo, Delle Vittorie-Trionfale, Flaminio 2, Parioli, Salario Trieste, Esquilino e le ville dell’Appia Antica.

L’Agenzia delle Entrate ha ridotto, inoltre, le assegnazioni delle categoria A4 e A3. Insomma, sono diminuite gli immobili classificati come “popolari” ed “economici”.

L’ente prevede molti ricorsi da parte dei cittadini e ha quindi agito per tempo istituendo un ufficio apposito per i reclami, sito in Viale Antonio Ciaramitarra 29, il numero verde 800 863 119 e l’indirizzo e-mail up_roma_notifiche335@agenziaentrate.it.

Necessario, in ogni caso, il ricorso al giudice se si intende procedere con l’autotutela. Il termine perentorio del ricorso di è 60 giorni dall’avvenuta notifica del riclassamento.