Giuseppe Briganti

Capannoni, l’affitto costa sempre meno

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La crisi del settore immobiliare non risparmia nemmeno i capannoni. Nei primi sei mesi del 2013, infatti, è stato registrato un ribasso costante dei canoni mensili ma anche dei prezzi di acquisto. Il calo, comunque, prosegue ormai da qualche anno, sebbene solo negli ultimi tempi abbia conquistato una dimensione davvero preoccupante.

A fornire queste evidenze è l’Ufficio Studi di Tecnocasa. A cambiare non sono solo i numeri, ma anche le tendenze comportamentali. Negli ultimi mesi, infatti, hanno fatto registrare una tenuta delle locazioni, legato direttamente però a una discesa consistente dei canoni. Insomma, i cittadini sono sempre più orientati a prendere in affitto un capannone proprio perché il costo degli affitti sta riducendosi progressivamente.

A pesare sul prezzo dei canoni, ovviamente, le difficoltà economiche che da un lato impediscono l’affitto, dall’altro spingono i cittadini a offrire sempre meno denaro in cambio della locazione. L’Imu, poi, ha fatto il resto.

tassi interesse mutuoLo studio di Tecnocasa ha rilevato un calo generalizzato sia dei prezzi di acquisto che dei canoni di locazione. Il calo coinvolge tutto il territorio italiano ma è più consistente in quegli immobili che si trovano lontani dalle grande arterie della comunicazioni o sono poco collegati con i grandi centri abitati.

Un cambiamento di tipo strutturale sta coinvolendo i capannoni. Oltre al già citato squilibro tra affitti e acquisti, vi è in atto una piccola rivoluzione per quanto riguarda l’uso del capannone. Questi è ormai considerato sempre più come un deposito di stoccaggio o come un magazzino, e sempre meno uno strumento di produttivo. A pesare, qui, è il calo della produzione e allo stesso tempo il calo delle vendite dei prodotti.

Parallelamente, sempre più capannoni vengono trasformati in ristoranti ed agriturismi. Ciò è significativo del cambiamento avvenuto negli ultimi anni: a sopravvivere non sono le aziende che producono beni, ma quelle che offrono servizi (in questo caso di ristorazione), insomma siamo di fronte a una nuova ascesa del settore terziario rispetto a quello secondario.

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