Enza Ansalone

AUTISMO / e vaccini, nuovo studio esclude una correlazione

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Autismo e vaccini

Autismo e vaccini

Non esiste correlazione tra vaccino trivalente e autismo nei bambini a cui viene somministrato, lo conferma l’ennesimo studio della Lewin Group compagnia americana, pubblicato sul Jurnal of the American Medical Association (Jama).

Autismo e vaccino trivalente: lo studio americano

Lo studio americano ha riguardato 95.727 bambini di cui il 2% aveva un fratello o una sorella affetta da disturbo dello spettro autistico. La ricerca ha rilevato che le famiglie che hanno già un figlio autistico sono quelle che meno vaccinano gli altri successivi figli. Gli studiosi hanno inoltre scoperto che 994 bambini pari all’1% del campione ha avuto una diagnosi di autismo, la percentuale è più alta (6,9%) nel gruppo di coloro che hanno già un altro fratello o sorella affetti dal disturbo. Dallo studio appare chiaro che avere o meno ricevuto il vaccino trivalente non fa differenza.

La polemica dell’esistenza di una correlazione tra vaccino trivalente contro morbilllo, parotite e rosolia e l’autismo sembra essere senza fine e comporta rischi di non poco conto se si pensa che, sono sempre più numerosi si anno in anno i genitori, che decidono di non vaccinare i propri figli, esponendoli a dei rischi spesso non del tutto noti.

Autismo e vaccino: origini della polemica, lo studio di Wakefield

L’idea di una correlazione tra vaccino e autismo risale al lontano 1998, quando un medico inglese Andrew Wakefield pubblico su Lancet uno studio su 12 bambini autistici, in cui affermava l’esistenza di un legame tra il disturbo e il vaccino. Lo studio venne poi ritirato dalla rivista nel 2010.

Nonostante il medico venne poi espulso dall’ordine dei medici, e fu provato che aveva ricevuto 500.000 sterline da un avvocato specializzato in cause contro le case farmaceutiche, l’articolo viene ancora citato, dalle organizzazioni contro i vaccini e da varie sentenze italiane a favore di genitori di bambini malati di autismo.

La forte pubblicità dello studio di Wakefield anche attraverso la stampa fece si che l’argomento avesse una grande risonanza pubblica tanto da ridurre drasticamente in Gran Bretagna le percentuali di vaccinati, in alcuni casi al di sotto del 50%.

Nel 2002  per il medico arriva il primo duro colpo, da parte del Sunday Times. Brian Deer, un giornalista scientifico, scoprì il legame di Wakefield con l’avvocato, e lo stesso medico in un dibattito fu costretto ad ammettere di aver ricevuto 500mila sterline per produrre studi che legassero l’autismo ai vaccini.

Sempre Deer grazie a delle indagini molto approfondite che coinvolsero pure i genitori dei malati successivamente potè scoprire ulteriori irregolarità della ricerca. In effetti solo uno dei bambini esaminati da Wakefield, ha effettivamente una forma di autismo, mentre in tre casi non c’era nessuna patologia.

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