Gabriella Cavaliere

VATICANO / l’arcivescovo Romero, riconosciuto martire

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Arcivescovo Romero

Arcivescovo Romero

La Chiesa ha riconosciuto come martire arcivescovo salvadoregno Oscar Arnulfo Romero, brutalmente ucciso il 24 marzo 1980 durante una celebrazione eucaristica. Nessun equivoco quindi, il Vaticano riconosce così l’omicidio in odio ala fede

Ieri dopo 35 anni dalla sua morte, i membri del Congresso dei teologi della Congregazione per le cause dei Santi, con voto unanime hanno riconosciuto formalmente il martirio dell’arcivescovo. Per la sua beatificazione si attende il giudizio del Congresso dei vescovi e dei cardinali e l’approvazione del Papa. Si tratta di puri atti atti formali, se si considera la posizione più volte espressa di Papa Francesco nei confronti di questo grande vescovo latino americano.

Oscar Arnulfo Romero nato il 15 agosto del 1917 si è contraddistinto per aver dedicato la sua vita ai poveri e agli indifesi. Nominato vescovo nel 1970  di San Salvador, a causa del suo impegno nel denunciare le violenze della dittatura militare del suo paese, fu ucciso da un cecchino di estrema destra, mentre stava celebrando messa nella cappella dell’ospedale della Divina Provvidenza il 24 marzo 198o.

Durante la sua ultima omelia Don Romero aveva denunciato per l’ennesima volta  il governo di El Salvador, che aggiornava quotidianamente le mappe dei campi minati mandando avanti bambini che morivano nell’esplosioni. Il suo assassino sparò un solo colpo, che recise la vena giugulare mentre Romero elevava l’ostia nella consacrazione.

Durante il funerale dell’arcivescovo l’esercito aprì il fuoco sui fedeli che da subito lo hanno venerato come santo, compiendo un nuovo massacro.

La Chiesa cattolica aprì nel 1997 la causa di beatificazione la quale è rimasta ferma per moltissimi  anni, ed è stata poi sbloccata solo in seguito al diretto interessamento di papa Francesco.

 

 

 

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