Gabriella Cavaliere

Svizzera / ritrovati 5000 reperti archeologici italiani

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Reperti antichi

Reperti antichi

Grazie ad un indagine durata dieci anni sono stati recuperati ben cinquemila reperti antichi italiani, per un valore di 50 milioni di euro, all’interno di cinque magazzini a Basilea, in Svizzera.

I reperti erano  stati deportati ovviamente in modo clandestino da diversi scavi  archeologici  siti in  Lazio, in Campania, in Basilicata, in Sardegna, in Puglia, in Calabria e in Sicilia. Il ritrovamento è stato reso possibile grazie all’Operazione Teseo dei carabinieri appartenenti al nucleo Tutela Patrimonio Culturale (Tpc).

Il Comando Carabinieri tutela patrimonio culturale è riuscito a individuare tutta la catena criminale, a partire dai tombaroli e dagli scavi clandestini al trasporto in Svizzera dei reperti trafugati, fino al restauro e la vendita accompagnata chiaramente da documenti falsificati e diretta verso tanti e diversi paesi come il Giappone, gli Stati Uniti, l’Australia, l’Inghilterra e la Germania.

Uno dei maggiori responsabili di questo traffico illecito di reperti antichi è un imprenditore italiano, Gianfranco Becchina e la moglie i quali sono risultati i possessori dei magazzini dove sono stati ritrovati i reperti. Gianfranco Becchina impiegato in un albergo era diventato titolare di una galleria d’arte in Svizzera di grande calibro, che ha attirato l’attenzione del Comando dei Carabinieri e a seguito di una serie di controlli sono riusciti a risalire al suo coinvolgimento in un grande traffico illecito di reperti archeologici.

Nonostante il successo per l’operazione Teseo resta comunque una forte amarezza, sia perchè la maggior parte delle persone coinvolte nei traffici non sono state identificate e perciò non sono state punite, sia perchè a fronte di quanto rilevato appare chiaro che sono state depredate intere necropoli e santuari e che moltissimo materiale non tornerà mai più al suo posto, costituendo un danno non solo economico ma culturale di grande entità.

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