Gabriella Cavaliere

MULTITASKING / più danni che benefici per il nostro cervello

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Cervello in tilt

Cervello in tilt

Nella mentalità comune è forte la convinzione che fare più cose contemporaneamente, il cd multitasking sia un pregio, un modo per poter portare a termine più impegni in meno tempo. Diversi studi dimostrano il contrario e spiegano come il multitasking sia addirittura dannoso per il nostro cervello.

Multitasking: lo studio

Recenti studi hanno dimostrato come il nostro cervello tende ad essere profondamente danneggiato dal multitasking, per il quale si intende uno stato in cui un soggetto compie ed preso da diverse attività diversificate a fronte delle quale si sottopone ad un numero troppo elevato di stimoli.

Il Neuroscienziato Daniel J. Levitin , direttore del Laboratory for Music, Cognition and Expertise alla McGill University in suo lavoro poi pubblicato su The Guardian, ci spiega come il multitasking ci rende meno efficienti e comporta un vero e proprio esaurimento delle funzioni cerebrali.

Gli studiosi di fatti sostengono che noi non siamo in grado di svolgere diversi compiti contemporaneamente bensì passiamo da un azione all’altra in maniera molto veloce, tutto questo però ha un prezzo in quanto tale stato di cose genera un affaticamento celebrale che può comportare delle conseguenze sulle nostre facoltà cognitive e capacità decisionali.

Il dottor Levitin afferma tal proposito:

“Si è visto che il multitasking aumenta la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, e di adrenalina, l’ormone del “lotta o scappa”, che può stimolare eccessivamente il cervello e causare annebbiamento o pensieri disturbati “

Il multitasking fa male: ecco la spiegazione

Sottoporre il nostro cervello al multitasking provoca una serie di alterazioni e danni. Da un punto di vista metabolico chiedere al cervello di spostare l’attenzione da un’attività all’altra ,costringe la corteccia prefrontale e il corpo striato a bruciare il glucosio ossigenato, lo stesso combustibile di cui abbiamo bisogno per restare concentrati, causandoci in tempi brevi uno stato di affaticamento e confusione. Inoltre l’aumento del cortisolo che è l’ormone dello stress  può causare un comportamento aggressivo e impulsivo nonchè veri e propri stati depressivi.

Spostare in continuazione l’attenzione così come avviene quando siamo impegnati in un’attività e contemporaneamente chattiamo o leggiamo un email, può determinare una vera è propria disfunzione delle nostre capacità decisionali.

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