Gabriella Cavaliere

OMS: “riduciamo lo zucchero”, ma Lorenzin attacca…

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Zucchero

Zucchero

L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia in tempi brevi la riduzione dello zucchero dal 10 al 5% delle calorie assunte, al fine di contrastare il diffondersi delle patologie metaboliche considerate tra i mali principali dei paesi industrializzati. Chiaramente una politica del genere ha delle ripercussioni notevoli da un punto economico dove a pagarne le spese saranno sopratutto le aziende che producono prodotti a base dolciaria.

La posizione italiana o meglio del Ministro della Salute Lorezin, a fronte della proposta dell’oms è molto chiara. Pare che la Lorezin non sia per niente d’accordo sulla riduzione del consumo di zucchero e commenta:

“No a diktat senza base scientifica. È un’aggressione alle nostre tradizioni dolciarie. Poi però viene ammessa l’invasione di biscotti, barrette e cose simili con aspartame (un dolcificante artificiale. )”

A sostenere la posizione della Lorezin anche molti studiosi i quali sostengono che tanto allarmismo nei confronti dello zucchero e fuorviante in quanto di fatto non sussiste nessun tipo di evidenza scientifica.

Beatrice Lorenzin

Beatrice Lorenzin

Il Dottor  John Sievenpiper, della Toronto University, in Canada su tale argomento così si pronuncia:

“Credo che il tema dello zucchero sia molto importante. E’ un dibattito attuale, animato e molto sentito, purtroppo manca di prove scientifiche. Sentiamo affermazioni come “lo zucchero è velenoso”, credo ci sia un po’ di confusione. Tutte le cose fanno male, se consumate a dosi troppo elevate. Il punto è se ne consumiamo una quantità eccessiva, questa è un’altra questione“.

In un ottica salutare è fondamentale contrastare il diffondersi di patologie metaboliche ma interventi  come quello proposto dall’Oms lasciano il tempo che trovano in quanto facilmente eludibili. Forse interventi di educazione alimentare sulla popolazioni, volti a supportare scelte alimentari più consapevoli e rispettose della salute, potrebbero garantire maggiori effetti positivi.

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