Laura Celentano

Mercato immobiliare: in ripresa con un +3,6% nel terzo trimestre

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Mercato immobiliare in ripresa

Mercato immobiliare in ripresa

Mercato immobiliare, che mostra interessanti segnali di ripresa. Nel terzo trimestre 2014 ha registrato un +3,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma vediamo nello specifico quali settori sono stati maggiormenti toccati dalla ripresa economica, e quali continuano ancora a soffrire della crisi.

Le notizie positive sul mercato del mattone sono state fotografate dall’Omi (Osservatorio mercato immobiliare) dell’Agenzia delle Entrate nel consueto rapporto trimestrale.

La crescita su base annua è stata di 206.945 unità. A mostrare segnali maggiormente positivi sono state soprattutto le grandi città. Se osserviamo città come Firenze, Bologna e Roma ci rendiamo conto come il settore sia stato interessato da una crescita eccezionale (rispettivamente con i seguenti dati: +22,8%, +18,7,% ed +11,8%). Niente male nemmeno per Genova (+10,4%), Palermo (+8,9%) , Napoli (+7,3%) e Milano (+6,8%).

Bene il mercato residenziale: per le abitazioni è stato rilevato un + 4,1%. Questo l’andamento delle compravendite immobiliari residenziali su scala nazionale: raggiungono quota di quasi 95mila. Esso risulta aver interessato maggiormente il Centro (in cui è stata riscontrata una crescita degli acquisti e vendite di immobili del 4,5%). Non molto diversamente è accaduto tra luglio e settembre 2014 per il Nord, interessato da una miglioramento lievemente inferiore (+4,3%). Infine, si piazza al terzo posto il Sud Italia con il + 3,6%.

Niente male nemmeno le transazioni che hanno riguardato i negozi (+9% con 5.428 unità) ed i capannoni (+ 1,6% con 2.014 unità). Continuano a seguire, invece, un trend negativo gli uffici, registrando un calo del 2%.

Tali informazioni positive, che seguono alle previsioni non proprio rosee prospettate qualche giorno fa dal rapporto redatto dalla Banca d’Italia (nel quale si ribadiva la debolezza del mercato immobiliare causata dall’ incertezza fiscale del nostro Paese), ci inducono a ben sperare per il prossimo futuro del settore.

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