Gabriella Cavaliere

Marijuana / riduce il quoziente intellettivo

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marijuana

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L’ennesima ricerca ha dimostrato come un consumo continuativo nel tempo, anche se relativamente basso, di mariijuana, comporta un abbassamento del quoziente intelettivo.

A sostenere tale teoria una ricerca condotta del Center for Brain Health dell’Università del Texas a Dallas e pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) che ha avuto come scopo lo studio degli effetti di uso continuativo della mariijuana sul cervello umano.

Nello specifico la ricerca ha avuto come oggetto di studio due campioni, il primo composto da 48 persone di sesso maschile  che costantemente  consumano tre spinelli al giorno e il secondo che fungeva da campione di controllo composto da 62 persone sempre di sesso maschile che non hanno mai fatto uso di mariijuana. Attraverso un attento lavoro di comparazione di tre tipologie di risonanze magnetiche effettuate sui cervelli di tutti i soggetti appartenenti ai due campioni oggetti di indagine e al contempo il confronto dei risultati ottenuti dalla somministrazione di test cognitivi è stato rilevato che chi consuma questa droga in modo costante presenta un quoziente intellettivo inferiore rispetto a chi non ne fà uso, ma le differenze non sembrano essere correlate alle anomalie del cervello, perché non esiste un legame diretto tra deficit di intelligenza e diminuzione del volume cerebrale.

Sina Aslan uno degli autori della ricerca così commenta i risultati ottenuti:

“i risultati  suggeriscono aumenti di connettività, sia strutturali che funzionali, che possono compensare le perdite di materia grigia. Anche se alla fine, tuttavia, con l’uso prolungato di marijuana la connettività del cervello inizia a degradarsi”.

In conclusione le carenze cognitive determinate dal cosumo di mariijuana saranno solo temporaneamente coadiuvate dall’aumento di connettività  la quale tenderà in tempi brevi a deteriorarsi.

 

 

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