Gabriella Cavaliere

Deficit Cognitivi / la causa è il virus della stupidità

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Deficit cognitivi

Deficit cognitivi

Senza parole ci lascia la scoperta che avrebbe individuato come i deficit cognitivo in gergo identificati come stupidità siano causati da un virus che potenzialmente potrebbe aver infettato metà della popolazione mondiale.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Baltimora e del Nebraska ha rilevato come i deficit cognitivi sono frutto dell’azione degenerativa di un virus denominato ATCV-1 o chlorovirus, tale virus già noto al mondo scientifico in quanto altamente virulento, in passato era stato individuato all’interno delle alghe verdi dei laghi d’acqua dolce.

Oggi a seguito di uno studio, condotto da due equipè di ricercatori e pubblicato sulla rivista scentifica National Academy of Sciences, è stata riscontrata la presenza del chlorovirus, anche in una percentuale notevole di esseri umani. Nello specifico l’indagine condotta su campione di esseri umani ha individuato nei soggetti a cui si era rilevato, dopo una serie di test cognitivi, un basso quoziente intellettivo la presenza nella gola del  ATCV-1 per ben il 44% dei casi.

Un secondo step della ricerca che ha visto la somministrazione di tale virus in cavie di laboratorio ha ulteriormente confermato la teoria che vede il chlorovirus responsabile di rallentamenti e degenerazioni della capacità intellettive.

Sembrerebbe l’ATCV-1 comporti una disfunzione dei sistemi dopaminergici da cui dipendono la memoria, la percezione spaziale, le emotività e le gratificazioni. Gli studiosi hanno tenuto a precisare che non sussiste alcuna correlazione tra un possibile contagio dalle alghe verdi e l’essere umano.

Il dottor Yolken, responsabile dello studio ha così commentato i risultati ottenuti:

“Abbiamo appena iniziato a scoprire i milioni di virus che popolano il corpo umano e già sta cambiando il modo di guardare gli agenti infettivi: questi ultimi infatti non sono solamente microorganismi che penetrano nel corpo, arrecano una serie di danni e poi abbandonano la nave, come il virus dell’Ebola o dell’influenza. Si tratta piuttosto di agenti che ci portiamo in giro da molto tempo, e che potrebbero aver esercitato alcuni effetti sulle nostre capacità cognitive e comportamentali”.

 

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