Gabriella Cavaliere

Farmaco per Alzheimer / risolve le abbuffate compulsive

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Abbufate compulsive

Abbufate compulsive

Le abbuffate compulsive, uno dei disturbi dell’alimentazione più diffusi, probabilmente potranno essere “curate” attraverso una terapia farmacologica in realtà sviluppata per trattare il morbo di Alzheimer.

Lo studio, realizzato dall’ Università di Boston e dalla University of Cambridget, vanta la preziosa collaborazione di due ricercatori italiani Pietro Cottone e Valentina Sabino, vede la pubblicazione dei risultati ottenuti sulla rivista scientifica Neuropsychopharmacology.

La ricerca ha individuato, dopo una serie di sperimentazioni sui topi, una molecola denominata memantina in grado di aggire su una particolare parte del cervello denominata nucleo accumbens che in maniera disfunzionale può favorire l’innescarsi di processi di dipendenza da cibo nonchè stati compulsivi.

Le abbuffate compulsive note in campo medico con il termine di disturbo da alimentazione incontrollata comportano l’ingerimento di grandi quantitativi di cibo in brevi tempi in modo smodato e del tutto privo di qualsiasi forma di controllo o attenzione al gusto o al senso di sazietà. Per essere ancora più precisi una diagnosi di questo tipo di disturbo richiede la concomitanza dei seguenti requisiti:

  •  mangiare in un periodo di tempo circoscritto (per esempio nell’arco di due ore) una quantità di cibo obbiettivamente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo e in circostanze simili;
  • avere la sensazione di perdere il controllo nell’atto di mangiare
  • il verificarsi di abbufate almeno due volte in una settimana per un periodo di sei mesi;
  • rilevare la presenza di uno stato di marcato disagio nei confronti del mangiare controllato;
  • il non adottare in maniera sistematica dopo le abbuffate comportamenti compensatori come il vomito indotto, uso inappropriato di lassativi e eccessiva attività fisica.
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