Gabriella Cavaliere

Boyhood / un film che celebra il “tempo che passa”

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Boyhood

Boyhood

Boyhood è un film molto particolare, se non altro per il modo in cui sono state effettuate le riprese che sono durate ben 12 anni a partire dal 2002 al 2013. Il regista Richard Linklater è riuscito a costruire il film attraverso piccole riprese effettuate ogni singolo anno riuscendo a captare l’essenza del passaggio del tempo attraverso il volto degli attori protagonisti.

L’inesorabile tempo che passa, elemento centrale nel film, si avverte in modo velato e costante attraverso i cambiamenti sociali e storici degli Stati Uniti che affrontano la tragedia dell’11 settembre passano per la guerra in Iraq fino alla presidenza di Obama. Ma non solo, il trascorrere del tempo è testimoniato dalla colonna sonora che vede il susseguirsi delle diverse band di successo del momento a partire dagli Arcade Fire fino ai Coldplay nonchè dai riferimenti cinematografci come quello di Harry Potter che segna la fine dell’infanzia del protagonista.

Quella di Boyhood è una trama drammatica senza troppi colpi di scena che racconta la vita di Mason un bambino Texasano di otto anni che si trova ad affrontare insieme alla sorella le conseguenze della separazione dei propri genitori. La madre Olivia passa da una relazione disastrosa ad un’altra a causa di questo Mason e la sorella sono sottoposti a continui traslochi nel corso della propria infanzia, priva di solidi riferimenti dovendo ogni volta cominciare da capo con scuole e amicizie diverse. Il tempo passa e i due bambini diventano adolescenti e poi adulti ricuciono il rapporto con il padre e acquisiscono una propria autonomia personale che gli permette di lasciare la casa materna per andare al college.

 

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