Giuseppe Briganti

Tasse e Università: è possibile non pagarle. Ecco come

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Le tasse universitarie rappresentano un appuntamento gravoso per gli studenti. Spesso, infatti, sono così alte da impedire che gli studenti proseguino il proprio percorso di studi. Da quest’anno, però, è possibile non pagarle. Ma solo a patto che si rispettino certe condizioni.

La prima condizione è l’appartenenza alla categoria “studenti meritevoli“, ossia che si sia usciti dalle superiori con il punteggio massimo: 100 e lode (ma ci sono le eccezioni). La seconda condizione è l’iscrizione a uno di quegli atenei che corrispondono agli stessi studenti meritevoli significative agevolazioni.

Ecco quali sono gli atenei che permettono ai “più bravi” di non pagare le tasse (o di pagarne veramente poche).

La Sapienza di Roma. A chi si è licenziato alle superiori con 100 e lode, l’ateneo romano permette di non pagare la tassa di iscrizione al primo anno e impone solamente il pagamento della tassa regionale e del bollo (in totale 100 euro circa). L’esenzione è estesa anche alla seconda rata, ma solo se lo studente ha acquisito 15 credito entro febbraio.

Università degli Studi di Bologna. Discirso simile per l’ateneo emiliano. Gli studenti usciti con 100 su 100 saranno esentati dal pagamento delle rate relative al primo anno. Dovranno pagare solo la tassa regionale, il bollo e l’assicurazione (in totale 150 euro circa).

Bicocca di Milano. L’ateneo milanese concede uno sconto del 50% sulla tassa di iscrizione agli studenti che si siano licenziati alle superiori con un voto non inferiore a 90 su 100 (con limiti di reddito). L’esenzione è invece di 200 euro per tutti gli studenti il cui voto sia stato di 100 su 100 (senza limiti di reddito).

 

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