Giuseppe Briganti

“Urgente abbassare le tasse”. Padoan cambia idea

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Nei giorni scorsi il ministro dell’Economia Padoan aveva lanciato l’allarma contro i pesci piccoli dell’evasione fiscale, ossia contro tutti quei cittadini costretti a evadere per sopravvivere.

Il suo discorso, pur orientato a una prospettiva che privilegi un rapporto “nuovo” tra fisco e contribuenti (premiare quelli onesti), aveva destato stupore. In un momento di crisi come questo – crisi di domanda – porre l’accento su chi è in sofferenza e non sull’elevata pressione fiscale è comunque poco consigliabile.

A quanto pare, però, Padoan ha cambiato – almeno parzialmente – idea. E’ ciò che emerso durante la cerimonia per i 240 anni della Guardia di Finanza. Il ministro, nelle vesti di ospite d’onore, ha parlato proprio di tasse. Per la precisione, ha parlato di abbassare le tasse.

E’ urgente intervenire per contenere l’elevata pressione fiscale che è ostacolo al ritorno a ritmi di crescita in linea con i partner internazionali”. Ovviamente, c’è un ma. Questo è rappresentato dall’ultima parte della frase, ossia “in linea con i partner internazionali“. E’ un chiaro riferimento all’Unione Europea e in particolare ai pesi nordici, come la Germania, ai quali – a quanto pare – l’Italia dovrà rendere conto nel caso – per ora remoto – in cui volesse abbassare le tasse.

Padoan ha anche elogiato la Guardia di Finanza per il lavoro fin qui svolto. Ha sottolineato l’importante risultato raggiunto negli ultii sei mesi. Dall’inizio dell’anno, sono stati scoperti oltre tremila evasori fiscali. Per lo Stato, un guadagno di dieci miliardi di euro.

Ecco, se Padoan vuola abbassare le tasse, sa dove prendere i soldi.

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