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Mutui: quando il tasso di interesse diventa usura ?

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Attualmente le famiglie italiane sono ben consapevoli che i tassi di interesse applicati ad un’operazione di mutuo sono elevati e questo spiega anche il perché, sempre più di sovente, si parli di usura.

Eppure, almeno per i meno esperti, capire se il tasso applicato al mutuo possa essere oltre la soglia di usura, non è impresa semplice, già dal momento della sottoscrizione del relativo contratto.

Con alcuni utili accorgimenti, però, si riesce a capire quando il pericolo del tasso usuraio è effettivamente presente; per prima cosa si va a controllare il taeg (tasso annuo effettivo globale) e se risulta essere maggiore del tegm (tasso effettivo globale medio), scatta l’usura.

Ma cosa è il Tegm? un parametro che indica il valore medio del tasso di interesse fra le diverse banche che erogano mutui e che comprende, oltre ad oneri e spese, anche quella “soglia” che non deve essere superata, proprio per non incorrere nell’usura vera e propria.

Per comprendere meglio:  il Tegm si calcola con una media fra tutti i  fatta fra tassi di interessi offerti dai differenti istituti creditizi per quanto riguarda il prodotto mutuo ed il risultato ottenuto rappresenta il limite entro il quale non si corre il pericolo di sfociare nell’usura.

Massima attenzione deve essere prestata quando si stipula un mutuo a tasso variabile e quindi soggetto alle oscillazioni del mercato, pretendendo dall’Ente erogatore, in caso di un aumento sconsiderato della rata, una revisione degli interessi applicati alla sottoscrizione del relativo contratto, tenendo conto della soglia massima rilevata in quel momento.

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