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Acquistare casa: aspetti burocratici

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L’ acquisto di un immobile rappresenta una fase importante nella vita di ognuno, è un passo fondamentale che va fatto utilizzando le dovuta cautele per non incorrere in spiacevoli sorprese una volta conclusa la compravendita.

Soffermandoci sugli aspetti burocratici, cerchiamo di chiarire quali documenti occorre presentare per concludere l’ acquisto, partendo, naturalmente da quelli anagrafici, riguardanti gli acquirenti, corredati anche dall’ estratto per riassunto dell’ atto di matrimonio, se trattasi di coniugi, o certificato di  stato libero, entrambi in carta libera.

Continuiamo con l’ atto di provenienza dell’ abitazione che si intende comprare, ossia il rogito del suo acquisto o la denuncia di successione, se trattasi di bene ereditato.

Molto importanti sono poi la planimetria catastale, che in seguito alle ultime modifiche legislative devono essere dichiarate in atto come conformi allo stato di fatto, controllando che l’ intestazione catastale corrisponda alle risultanze dei Registri Immobiliari e la visura catastale.

Riguardo a quest’ ultima è doveroso spendere qualche parola in più, perché si tratta di un documento fondamentale, rilasciato dall’Agenzia del Territorio (Catasto), che riporta una serie di informazioni tecniche relative all’immobile e registrate nell’archivio del Catasto.

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Nello specifico, in una visura catastale sono riportati i dati dell’ abitazione e dei proprietari, la rendita catastale, la categoria, la classe, l’ indirizzo, il codice del comune.

Questo documento può essere richiesto direttamente al Catasto, attraverso la compilazione di un modulo, oppure in modo più semplice ed immediato, on line, servendosi dei portali dedicati.

C’è poi il contratto preliminare, che rappresenta un impegno delle parti, o la proposta si acquisto, se ci si avvale di un intermediario immobiliare.

Oggi è importante, all’ atto di compravendita, presentare anche la certificazione energetica, la quale attesta i consumi energetici dell’ immobile, il tipo di isolamento e quindi il tasso di umidità relativa, che deve essere di circa il 55%; la stessa va redatta, a cura del proprietario, secondo il Dlgs 29/12/2006, n.311.

 

 

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