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Cosa fare quando, si utilizza un assegno come caparra.

Pubblicato il 10 novembre 2011

Qui di seguito illustreremo i passaggi che bisogna fare nel momento dell’acquisto con assegno.

Quando si sancisce una proposta d’acquisto l’assegno si consegna all’agenzia immobiliare; la consegna non è d’obbligo perché la proposta da sola è comunque valida, ma effettuarlo è comunque una pratica consolidata perché aggiungere un assegno alla proposta è un modo per garantire la serietà delle intenzioni dell’acquirente. In più, una volta concluso il contratto, una volta che il proprietario incassi l’assegno datogli dall’acquirente, si certifica l’accordo preso insieme alla firma delle parti.

Di solito la cifra dell’assegno è simbolica, in quanto sarà poi aggiunto ai pagamenti successivi, in generale si stabilisce un importo di circa 2-5000 €; si consiglia di utilizzare un assegno non trasferibile ed intestato solo al proprietario del bene da acquistare che poi sarà anche il destinatario della proposta d’acquisto; inoltre è importante che l’assegno sia redatto in tutte le sue parti: : luogo data e firma (è importante ricordare che il notaio, al momento della sottoscrizione dell’atto di vendita definitivo, chiederà una copia di tutti i pagamenti effettuati per il saldo del prezzo).

Ricordiamo poi che l’assegno allegato alla proposta è un deposito fiduciario e diventerà una caparra solo se la proposta verrà effettivamente accettata.

Per tutta la durata della contrattazione, l’assegno dovrà essere custodito dall’agente immobiliare, che poi ne sarà responsabile, ma poi sarà autorizzato a cederlo al proprietario nel caso in cui questi accetti la proposta. Evidenziamo poi che la proposta si considererà conclusa nel momento in sui verrà data comunicazione al proponente dell’avvenuta accettazione entro il termine d’irrevocabilità stabilito; perciò l’acquirente sarà anche avvisato della successiva consegna dell’assegno al proprietario.

Se invece la proposta non viene accettata entro il termine previsto o se la proposta presenta delle clausole risolutive per  eventi che non si verificano (come un mutuo che non viene concesso) l’assegno deve essere immediatamente riconsegnato all’aspirante acquirente senza alcuna deroga né ulteriori impegni o obblighi da parte sua, di alcun tipo.

Comunque, è bene che tutto ciò sia indicato nella proposta o in un documento a parte che faccia da ricevuta e che deve contenere i comportamenti adottati.

Bisogna insomma tener presenti i punti elencati qui di seguito:

  • La proposta d’acquisto a cui l’assegno è allegato (indicando anche l’immobile, il proprietario e la data di sottoscrizione)
  • La persona che riceve l’ assegno e che lo custodisce (e firma la ricevuta)
  • In quale caso l’assegno sarà consegnato al proprietario e quando
  • In quale caso sarà restituito
  • altre liberatorie
  • eventuali riferimenti a note, clausole e subordinazioni indicate nella proposta

Una volta compilato il documento in questo modo, la firma e la consegna dell’assegno dovrebbe avvenire in assoluta tranquillità. Quando verrà poi consegnato all’agente immobiliare, si potrebbe chiedere di avere in consegna una ricevuta con queste caratteristiche, magari redatta con la carta intestata dell’agenzia.

Si sconsiglia comunque di consegnare assegni in bianco o senza che sia correttamente e completamente redatto ed intestato solo al proprietario od avente titolo per la vendita (in questo caso non si fa riferimento all’agente immobiliare).

In conclusione allegare un assegno alla proposta d’acquisto è un passaggio quasi obbligato, ma può essere affrontato con la massima tranquillità, a condizione di adottare i giusti accorgimenti.

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